2002 XIX Olympic Winter Games - Salt Lake City -2 Men's Bobsleigh Competition
11.Rank Italia 2 - Tosini Fabrizio(pilota) e Cristian La Grassa
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Cristian a Salt Lake La squadra azzurra a Salt Lake Scheda Cristian
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Cristian La Grassa a Salt Lake City
Resoconto anni agonistici precedenti
Stagioni 1998-1999 e 1999-2000
Palermo Giugno 2000
Internet è... e non ne potremo fare più a meno. Per questo sono stato ben felice di accettare la proposta di "Siciliaquadra" di fare da testimonial. Non so se avete visto qualche film come "Il tagliaerbe" o "Killer machine" in cui uno dei protagonisti si tuffa nella rete telematica e in pochi attimi spunta all'altro capo del pianeta. C'è una vaga somiglianza tra ciò che avete visto, seduti in poltrona, e la discesa sul bob. Con una non piccola differenza. Nel bob la velocità massima si raggiunge a metà percorso e, cosa molto rilevante, tale velocità è tanto più elevata quanto più è sostenuta la spinta. La spinta la danno gli stessi bobisti portando avanti con la forza delle gambe il bob. La zona di spinta è lunga circa trenta metri a partire dalla partenza e può essere più o meno in discesa. E' fondamentale il tempo di spinta, perché più il bob è veloce al passaggio dello start, più acquisterà velocità successivamente. La spinta del bob è una corsa forsennata che non deve conoscere tregua o minimi rallentamenti. I bobisti devono essere potenti e veloci. Se oltremodo potenti i bobisti danno il meglio di sé nelle zone di spinte meno in discesa o sul piano. Se oltremodo veloci danno il meglio nelle zona di spinta più in discesa. Il mio ruolo fondamentale è quello di spingere al massimo nella zona di spinta e, nel bob a due anche di frenare dopo l'arrivo, mettere i freni(da quì è chiamato frenatore il bobista che sta in coda) . Altra figura di bobista è quella del pilota. Egli deve spingere al massimo nella fase di spinta e poi pilotare il bob. Il mio ruolo è quello di frenatore, ma in quei pochi secondi dopo lo start spingo con tutta l'energia che ho in corpo. E' importante che i bobisti si carichino prima della partenza per poi fare esplodere la loro energia nella spinta al bob. La nostra è una fuga in avanti e durante la gara non abbiamo avversari con cui confrontarci come gli atleti che corrono nelle piste. Correre puntando sull'istinto di aggressività come predatori che devono arrivare primi alla preda non credo sia utile, perché manca il confronto. Ci sono bobisti che si danno la carica urlando durante la spinta al bob: tale mezzo mi pare controproducente specie se l'urlo è prolungato. Si perdono energie(fiato). Inoltre l'urlo come il canto urlato, il suono delle trombe e il rullo dei tamburi(presenti, secondo le epoche, in tutte le battaglie, a cominciare da quelle delle cosiddette civiltà primitive, fino all'avvento delle armi da fuoco), da la carica se c'è un confronto con l'avversario. E oggigiorno, a ragione, la tifoseria organizzata per dare la carica ai propri beniamini che si confrontano con gli avversari, inscena dei canti collettivi. Invece personalmente mi do la carica puntando sul mio istinto di sopravvivenza. Mi immagino che stia sopravvenendo, che incomba una frana, una slavina. L'unica salvezza è fuggire col bob. Mi immagino che sul bob ci siano già la mia "bella", o le persone care. E' quindi giocoforza spingere il più possibile sulle gambe per sfuggire alla morte, il pensiero a Gesù misericordioso. Malgrado i rumori, le urla e le grida dei tifosi, le luci e i flash dei fotografi, è necessario concentrarsi su questi pensieri per scattare con tutta la propria forza vitale alla partenza, senza un grido, con lo sguardo rivolto sempre avanti.
E dopo essermi soffermato sulla spinta parlo del tuffo nella pista, che ha tratti in comune con il tuffo nella rete telematica dei films su accennati. Le prime discese che ho fatto col bob mi hanno avviluppato in maniera molto intensa tutti i sensi e tutte le viscere. Prima le rincorse tiratissime, a cui ero abituato per aver fatto "salto in lungo" e "triplo" a un certo livello, poi il salto nella bocca della balena bianca, un salto che non finiva mai. Gli occhi fissi in avanti non riescono a scorgere nulla se non il candore del ghiaccio. Il cuore in gola che batte forte e l'addome sballottato all'insù che non ha pace. Il fiato sospeso. Avverti il sibilo di un vento gelido e lo struscio dei pattini del bob che volano sulla pista. Guai a te se sposti la testa dalla linea verticale ideale del bob, un vento fortissimo te la piega, nonostante il casco, e devi fare sforzi enormi per riportarla in linea, ed hai già pregiudicato la prestazione del bob della tua squadra. Non pensi a niente, semmai conti il numero delle curve, e se non avverti scossoni, spinte o forti rumori metallici del tuo bob è segno che il bob della tua squadra ha fatto una curva magistrale. Poi aspetti la fine del cunicolo, la luce chiarissima e abbagliante(se la discesa si svolge di giorno e col sole) dello spiazzo alla fine del traguardo e ricominci a respirare.
Ora sono passati quasi tre anni dalle prime discese e per fortuna ho un controllo quasi automatico sul mio corpo e sulle mie emozioni, ma ogni discesa rimane sempre un salto che non finisce mai nella bocca della balena bianca.
Di me non vorrei parlare tanto perché preferisco che altri parlino della mia squadra di bob e dei brillanti risultati(è un augurio) che riusciremo ad ottenere. Ma "Siciliaquadra" mi ha chiesto perché un palermitano sceglie di fare bob ed è giusto che risponda.
Oggi grazie agli aerei e al loro uso da parte delle masse andare sulle Alpi da Palermo è come andare da Palermo a Cefalù in treno. Quindi la distanza è relativa. Per quanto riguarda l'allenamento specifico posso assicurare che mi alleno a Palermo tutti i giorni secondo delle tabelle tracciate dal tecnico Michele Basile e grazie a questi allenamenti due anni fa ho stabilito il record italiano di spinta del bob sui 30 metri lanciati.
Ho scelto il bob come sport di punta perché ho deciso di spendere questa carta per tentare di raggiungere l'apice nazionale, e perché no, internazionale di una attività agonistica. Ho saputo che la federazione sport invernali cercava atleti veloci ed anche robusti ed ho partecipato a ben tre selezioni. Alla fine sono stato scelto. Nel primo anno ho fatto esperienza nelle squadre che partecipavano alla Coppa Europa, l'anno scorso ho avuto la ventura di far parte qualche volta delle squadre partecipanti alla Coppa del Mondo, infine sono entrato da titolare nella squadra nazionale A del bob a 4 che ha partecipato ai Mondiali di Cortina dove siamo arrivati decimi.
Nella stagione 1999-2000 i risultati mi hanno dato più conforto. Guenther Huber(pilota) ed io siamo giunti 3. alla finale di coppa del mondo di Saint Moritz a fine gennaio scorso, 5. ai mondiali di Altenberg(Germania)a metà febbraio e 4. ai GoodWill Games di Lake Placid(USA).
Nel bob a 4 ai campionati europei di Cortina del gennaio scorso ci siamo classificati 6.
Ho detto quasi tutto, mi resta da dire che gli appuntamenti più importanti della stagione invernale prossima sono i Mondiali di Saint Moritz. Nel 2002 spero di rappresentare l'Italia alle Olimpiadi di Salt Lake City.
Prima di salutarVi prometto che per la prossima stagione comunicherò, a fine competizione, a "Siciliaquadra" i risultati delle gare più importanti in campo internazionale cui prenderò parte. Probabilmente "Siciliaquadra" sarà il sito più informato al mondo sui risultati delle gare di bob.
Un abbraccio per tutti e "Attenzione ai tuffi telematici".

Cristian La Grassa 
Stagione 2002-2003
Nella prima manche a Cortina il bob a 2 azzurro si capovolge per fortuna senza conseguenze per gli atleti.

La prima parte della stagione per Cristian La Grassa e quindi per il bob a due azzurro non è stata avara di soddisfazioni.
Fabrizio Tosini(pilota) e Cristian La Grassa nelle prime quattro prove di Coppa del Mondo hanno collezionato un ottavo, un undicesimo e un dodicesimo posto. Tutte prestazioni migliori dell'undicesimo posto di Salt Lake ove si consideri che alle Olimpiadi ogni paese partecipante può fare gareggiare fino a un massimo di due equipaggi, mentre in Coppo del Mondo la partecipazione è elevata a tre equipaggi. Quindi il bob azzurro ha lottato con squadroni come quelli della Germania e della Svizzera, paesi che partecipano alla competizione mondiale con tre equipaggi.
Nella quarta prova di Coppa del Mondo svoltasi a La Plagne(Francia) venerdì 20 dicembre il bob a due azzurro ha ottenuto un undicesimo posto di tutto rispetto. Il sabato precedente a Cortina nella prima manche della 3. prova di coppa del mondo il bob a 2 azzurro si era ribaltato a 100m. circa dal traguardo quando al quarto intertempo faceva segnare la quarta posizione (grandioso?). Proseguendo rovesciato fino alla linea di arrivo giungeva 14.mo.
Domenica 15 dicembre Cristian ha fatto parte del bob a quattro giunto 14.mo. Il 20 dicembre a La Plagne(Francia)il bob a 2 azzurro si è ben comportato terminando all'11.mo posto come a Salt Lake.
Il 21 dicembre il bob a quattro composto oltre che da Fabrizio Tosini e da Cristian La Grassa, anche da Andrea Pais De Libera e Omar Sacco, è arrivato al 12.mo posto, ottenendo la migliore classifica tra le prime 4 prove già disputate di coppa del mondo. Mentre per il bob a due la migliore prova resta quella di Altenberg(Germania) dove Fabrizio Tosini e Cristian La Grassa hanno ottenuto l'ottava posizione. Ottavo posto nella Coppa del mondo 2002-2003 a StMoritz nel bob a 4(Fabrizio Tosini pilota e, insieme a Cristian, Andrea Pais de Libera e Omar Sacco)
Dopo aver conquistato il titolo italiano il quartetto azzurro del bob a 4 ha ottenuto un'ottima classifica nella prova di coppa del mondo disputatasi a StMoritz domenica 19 gennaio. Un risultato che la squadra azzurra non otteneva da tempo.Ciò significa che i quattro atleti componenti l'equipaggio hanno raggiunto un buon affiatamento tra di loro e nel contempo col bob. Si, perchè la federazione ha fornito la squadra di un nuovo bob a 4 .